L’Archivio 2017-11-06T10:16:27+00:00

il bozzetto realizzato da
Guido Strazza
per il logo dell’Archivio

Sketch made by
Guido Strazza
for the Archive’s logo

Nella primavera del 2016 è nato  l’ARCHIVIO STORICO MARIA LAI, con sede legale presso il Museo Diocesano di Lanusei ma operativo anche a Cardedu nella casa dell’artista , uno Statuto e un comitato scientifico formato dalla nipote Maria Sofia Pisu , unica erede , insieme a grandi esponenti del mondo dell’arte come storici, collezionisti, critici e dirigenti di importanti musei nazionali ne guida il percorso e ne garantisce professionalità e continuità.

Lo scopo dell’Istituzione è quello di dare visibilità al lavoro di Maria Lai  , custodire e catalogare la documentazione originale e  fotografica di quanto è stato scritto su di lei, i suoi manoscritti, le opere , i cataloghi delle mostre, le immagini della sua vita privata e non, le lettere degli amici, gli strumenti di lavoro, i suoi libri e autori preferiti e tutto ciò che possa essere utile a ricostruire la sua vita e il suo pensiero.

E’ altresì  impegno dell’Archivio supportare tutte le iniziative di mostre espositive e convegni  che permettano di allargare la conoscenza delle sue opere e del suo lavoro, fornire documentazione per tesi e studi monografici, spunti di confronto con altri artisti.

Il fine ultimo che l’Archivio si propone è poi quello di continuare a cercare e catalogare opere di Maria che vivono in case private e presso collezionisti e in definitiva raccogliere tutte le informazioni utili alla stesura e pubblicazione di un Catalogo generale e ragionato dell’artista, progetto già in fieri.

A tale scopo l’Archivio è diventato un riferimento per quanti vogliano autenticare le opere di Maria Lai , spesso anche non firmate , operazione che permette anche di bloccare le contraffazioni che spesso vengono presentate .

Per tutti questi motivi e per tenere viva la memoria di Maria  , chiediamo come Archivio la collaborazione di quanti l’hanno conosciuta e stimata come artista e come amica e a tutti coloro che ora cominciano a scoprirla,affinché questa donna, che dalla critica è ormai posta tra i grandi interpreti del Novecento, possa avere la visibilità che le è dovuta.

 

In the spring of 2016 the ARCHIVIO STORICO MARIA LAI  was created, with registered office at the Lanusei Diocesan Museum and another operational centre at Cardedu, in the artist’s home. A Statute and a Scientific Committee established by the niece, Maria Sofia Pisu, the only heir, together with noteworthy representatives of the art world such as historians, collectors, critics and executives of important national museums manage the archive, guaranteeing professionalism and continuity.
The purpose of the Institution is to give visibility to Maria Lai’s work, to keep and catalogue the original and photographic documentation of what has been written about her, her manuscripts, works, exhibition catalogues, images of her private and professional life, friends’ letters, working tools, her favourite books and authors, and everything else that could be useful to recreate her life and her thoughts.
It is also the Archive’s commitment to support all exhibition and conference initiatives in order to expand awareness of her pieces and work, to provide documentation for theses and monographic studies, along with being an inspiration for other artists.
The Archive’s ultimate aim is to continue searching and cataloguing Maria’s works, which can be found in private homes and in the possession of collectors. Ultimately the Archive wants to collect all useful information in order to write and publish a general and reasoned Catalogue of the artist, a project already in the making.
To this end, the Archive has become a reference for those who want to authenticate the works of Maria Lai which have often not been signed by the artist. This will allow the archive to block any counterfeit items that are often presented.
For all these reasons, and to keep Maria’s memory alive, the Archive requests the collaboration of all those who have known and esteemed her as an artist and as a friend, and of all those who are now beginning to discover her works. In this way, this woman, who has now been considered as one of the great interpreters of the twentieth century by critics, may have the visibility that she deserves.